Il Feudo di Vimercate
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Il feudo di Vimercate, assegnato nel XV secolo dagli Sforza a
Gasparo de Vimercate,
passò alla famiglia Secco-Borella nel 1475; quest'ultimi
costruirono la loro residenza di campagna edificando il palazzo
attuale sede del Municipio, anche se esso è ora denominato
Palazzo Trotti. Prende infatti il nome dalla famiglia degli
ultimi proprietari, subentrati quali detentori del feudo di
Vimercate nel 1739, avendo l'ultima e unica erede, Giulia Secco
Borella, sposato il conte
Gianbattista Trotti.
Oltre al palazzo dei Secco-Borella, poi Trotti, nei secoli dal
XVII al XIX vennero edificate molte e stupende "ville di delizia";
tra le molte presenti ricordiamo la Villa Borromeo e la
Gallarati Scotti a Oreno, la Villa Sottocasa nel centro storico,
la Villa Melzi-Meli Lupi di Soragna nella campagna a sud della
città.
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Il Seicento vimercatese, caratterizzato da carestie e
pestilenze, provocò un significativo decremento demografico:
secondo alcune stime il 40% della popolazione sarebbe morto di
peste.
Nella seconda metà del secolo si registrò una ripresa economica
(in questo periodo viene introdotta la coltivazione del mais) e
costruttiva: venne riedificato il Santuario della Beata Vergine
con l'intervento dei migliori professionisti dell'epoca, per
custodirvi la miracolosa Statua che, secondo la tradizione,
aveva fatto cessare il morbo con il miracolo del 1630.
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